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PRESENTAZIONE


Sono nato in una casa in cui c'erano già due cani, curati ed amati come “bambini di casa”, e fin da subito ho ricevuto, in particolare dalla mia nonna materna, un'educazione al rispetto ed all'amore verso tutti gli animali, vivendo con la meraviglia dell'osservazione e della pacifica convivenza, la presenza quotidiana di cani, gatti, tartarughe, canarini, pappagallini, criceti, merli, fino all'estremo di una topolona campagnola fatta partorire da mia nonna in una scatola da scarpe posizionata nella legnaia e riempita di bambagia per ospitarla al meglio. I cani hanno poi accompagnato tutta la mia vita e nelle mie varie case li ho visti partorire, nascere, ed all'occorrenza li ho allattati con il biberon. Ho vissuto le loro prime esperienze di contatto con noi di famiglia e con tutto ciò che li circondava. Le prime pipì fatte ovunque al bisogno, i primi richiami al nome dato, le prime cucce costruite in casa e fuori, le coccole che li facevano addormentare in braccio e le prime pappe solide, i primi scalini da scendere e risalire con i relativi piccoli capitomboli (assistiti), i primi approcci con l'erba del giardino ed i profumi dei fiori. I primi approcci con i guinzagli per passeggiare all'esterno, i primi incontri con gli altri cani e gli approcci socializzanti anche con altri umani. I primi giochi, i periodi delle rosiche ed i primi gioci di lotta con i primi morsetti da calibrare. I primi momenti di richiamo all'ordine, l'interpretazione della posizione delle orecchie, della coda e la postura diversificata del corpo a seconda delle reazioni alle situazioni. Ma ho vissuto con loro, assistendoli al meglio, anche le loro malattie, gli avvelenamenti, gli incidenti piccoli e gravi, fino alle varie morti. Ho imparato a distinguere le loro diversità caratteriali e di personalità, le loro amorevolezze materne, le loro enormi potenzialità affettive, il loro bisogno di attenzione e d'amore, le loro malinconie, le loro birbanterie fatte apposta per dispetto o per gioco, le loro naturali manifestazioni di amore per la vita. Ho imparato che loro sono capaci di amare chi li accudisce indipendentemente dall'essere povero o benestante, bello o brutto, giovane o vecchio, ateo o religioso, e di qualsiasi etnia o provenienza geografica. Da loro ho solo ricevuto lezioni di vero amore e di un'estrema pazienza, di cui noi umani, raramente possiamo concepirne e viverne in pratica il loro livello. A loro ho sentito di dedicare queste mie opere, con fraterna/paterna vicinanza, con comprensione, con rispetto, stima, considerazione, ammirazione, tenerezza ed amore, ringraziando per ogni opportunità di percorso vissuto insieme e per tutto ciò che ho imparato da loro.

Bruno Pollacci

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